venerdì 23 ottobre 2015

Racconto di fantascienza - Terra di Mezzo

Mi ricordo ancora quando, a febbraio del 2114, provammo a mandare una sonda spaziale al di là del sole per vedere se si trovava qualche cosa,anche se tutti noi avevamo pensato che non c'era nulla, invece abbiamo trovato “Terra di mezzo”, un pianeta simile alla Terra, che si trova tra il sole e una nuova costellazione. La cosa straordinaria è che dista gli stessi anni luce sia dal sole che dalla costellazione.
Constatammo che, essendo uguale alla Terra, a parte del fatto che lì non ci vive nessuno e qui sì, si poteva organizzare una spedizione e io mi proposi subito come volontario.
Anche se tutti all'inizio ebbero paura dei pericoli che potevano capitare, alla fine acconsentirono.
Quindi iniziai da subito a prepararmi per questo viaggio spaziale al di là del sole.
Un anno e quattro mesi dopo, la spedizione era pronta per compiersi e io ero molto tranquillo, anche se molto emozionato all'idea di essere il primo uomo a metter piede su Terra di mezzo.
Prima di partire avevo trovato un diario di un'astronauta che aveva lavorato alla NASA cent'anni fa e la cosa che più mi aveva stupito era che noi avevamo tecnologie molto più avanzate.
Quando misi piede sulla navicella pensai a tutte le cose positive del viaggio, ma soprattutto a quelle negative e quindi avevo pensato di lasciar perdere tutto però alla fine rimasi e questo fu lo sbaglio più grande.
Partimmo e presto arrivammo sopra Venere, questo pianeta è pericoloso, come Mercurio, per il fatto che uno non ha l'atmosfera, e l'altro ha un'atmosfera troppo densa, invece Marte è abbastanza carino da quando vi fu scoperta dell'acqua e ora è molto più abitabile rispetto a cent'anni fa.
Era arrivata l'ora di passare vicino al sole e il mio cuore batteva all'impazzata, in quel momento avevo solo cose negative che mi frullavano per la testa, ma la mia paura più grande era quella di finire squagliato dalla corona solare, invece la navicella ce la fece, d'altronde era stata rinnovata e migliorata.
“Chissà quante ore sono passate dalla mia partenza” pensai, perché il tempo non passava più, magari era trascorso anche un giorno, forse due, se non di più, ma la navicella era veloce.
Per la stanchezza mi addormentai e quando mi svegliai ero molto vicino a Terra di mezzo.
Avevo aspettato quel momento da ormai un anno e alla fine era riuscito ad arrivare su quel pianeta disabitato.
Ero sempre più vicino, quando, ad un tratto, la navicella smise di funzionare e io riuscii ad arrivare sul pianeta, ma nel modo più sbagliato.
La navicella si era schiantata sul  suolo del pianeta e ormai per me non c'era nulla da fare, per lo meno il mio grande sogno si è avverato.

Vì – 3B Orta



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